Passa ai contenuti principali

Il gatto "più raro del mondo"



E' l'ultimo frutto dell'ingegneria genetica. Ed è il gatto più raro del mondo. Sempre che si possa ancora chiamare gatto un felino lungo 1,20 m, dal peso di circa 15 chili e che è destinato a vivere fino a 25 anni. Si chiama «Ashera», è maculato come un leopardo, e, a dire il vero, assomiglia più a un giaguaro che a un gatto. Del resto il super-micio è il frutto di un incrocio tra un gatto delle selve africano, un gattopardo asiatico e un gatto domestico europeo. A realizzare Ashera è stato un gruppo di genetisti californiani della «Lifestyle Pets», azienda intestata all'imprenditore britannico Simon Brodie. Il super-gatto è acquistabile anche on line e ha, ovviamente, un prezzo straordinario: tra i 22.000 e i 28.000 dollari (tra i 15.300 e i 19.500 euro) a seconda del tipo (se ne può avere ad esempio anche uno ipoallergenico, per chi è allergico ai peli di gatto). Alla già considerevole cifra bisogna poi aggiungere eventualmente altri 6000 dollari se si vuole scavalcare la lista di attesa compresa tra 9-12 mesi, mentre il trasporto, che avverrà per via aerea tramite un collaboratore della «Lifestyle Pets» che ve lo consegnerà sulla soglia di casa, costa altri 1500 dollari per le consegne negli Usa (di più per quelle fuori dagli Stati Uniti). onostante la feroce apparenza, per la «Lifestyle Pets» Ashera non è altro che un docile animale che, come tutti i gatti, ama il caldo, mangia cibo in scatola, ha un buon carattere ed è amico dei bambini.
Tuttavia questo tipo di ibrido è difficile che sia legalmente detenibile nel nostro Paese. «Come per altri ibridi che hanno nel loro patrimonio genetico il genoma di animali inseriti nell'Appendice II della lista delle specie a rischio prevista dalla Convenzione di Washington - spiegano dal Corpo Forestale dello Stato - la vendita di questi animali va regolamentata. Ma in questo caso non basta semplicemente dotarsi della licenza di importazione. Trattandosi di un incrocio tra felidi pericolosi per il decreto del 19 aprile 1996 del ministero dell'Ambiente ne è di fatto vietata la detenzione per i privati».
In pratica per detenerlo legalmente bisognerebbe avere una speciale autorizzazione prefettizia, che viene data in genere soltanto ai circhi o ai giardini zoologici.
Fonte: web






Post popolari in questo blog

Sono le donne difficili...

Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare… ma non lo danno a chiunque. Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire. Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere. Quelle che non si accontentano più. Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente, quelli buoni da quelli no. Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore. Quelle che e non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena. Quelle che vale la pena. Sono le donne difficili quelle che sanno sentire il dolore degli altri. Quelle con l’anima vicina alla pelle. Quelle che vedono con mille occhi nascosti. Quelle che sognano a colori. Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro. Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita. - Alma Gjini -

Il prete che dice ai bimbi che Babbo Natale non esiste

Il mito di Babbo Natale infranto da un parroco. Questo è quello che è accaduto ad Oristano dove don Gianfranco Murru ha rivolto un appello ai bambini presenti alla Messa dall’altare della chiesa di Sant’Efisio, mandando su tutte le furie i genitori dei piccoli. “Lasciate Babbo Natale che non dà gioia, pensate solo a Gesù”, queste le parole proferite dal religioso e riportate da l’Unione Sarda. La protesta è stata tale da raggiungere anche i social network. Su Facebook, dal gruppo “La rete dei cittadini per Oristano” è stata addirittura lanciata una sorta di consultazione online per verificare la portata delle parole proferite dal sacerdote.”Ha rovinato la festa più attesa dei bambini”, ha dichiarato Antonio Pinna, amministratore del gruppo. Il parroco rimane però fermo sulle sue convinzioni: “Ai bambini si raccontano tante fesserie e stupidaggini. Sono solo trovate commerciali”.